Giovedì 10 aprile alle 17.30 alla Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” presentazione del libro “Partigiani d’oltremare, dal Corno d’Africa alla Resistenza italiana” di Matteo Petracci, organizzata dall’ANPI-VZPI!


Giovedì 10 aprile alle 17.30 alla Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” presentazione del libro “Partigiani d’oltremare, dal Corno d’Africa alla Resistenza italiana” di Matteo Petracci, organizzata dall’ANPI-VZPI!


Da venerdì 4 aprile 2025, presso il Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” di Muggia, è visitabile la mostra “Brama scultorica” dedicata allo scultore muggesano Proteo Hirst (Muggia 1930-Trieste 1985), curata da Massimo Premuda e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, in occasione dei quarant’anni dalla morte. L’esposizione si inserisce nel ciclo di suggestive personali e antologiche pensate negli ultimi anni per valorizzare la produzione degli artisti del territorio, dai muggesani Aldo Bressanutti, Ugo Carà, Emanuela Marassi, Dante Pisani, Alan Stefanato e Villibossi, fino ai triestini Giovanni Duiz ed Ireneo Ravalico.
La mostra celebra la breve ma molto intensa e prolifica ricerca di Hirst con una cinquantina di opere realizzate tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, partendo da tre rari quadri ad olio degli esordi, si passa a una ventina di schizzi e studi di nudi femminili su carta a grafite e a carboncino e a una trentina di affascinanti sculture di piccole e medie dimensioni, bronzetti e gessi dipinti che abbracciano tutta la sua produzione, dalle nuotatrici ai lavoratori, dalle acrobate alle coppie di amanti fino ad opere informali.
L’inaugurazione dell’esposizione viene preceduta dalla performance di danza contemporanea site specific “The bench-La panchina”, ideata da Marta Zacchigna con il Collettivo Dancing House che si serve dell’architettura urbana per avvicinare il pubblico al linguaggio della danza contemporanea e del teatro di ricerca. La panchina non è solo un luogo iconico ma incarna uno vero e proprio spazio-tempo, una sorta di zona sospesa dalla quale coltivare un “movimento lento” e una visione inedita sul mondo, ogni nuovo incontro con l’architettura urbana genera infatti una nuova narrazione e un nuovo sviluppo performativo.
La performance è il risultato di uno studio sul gesto rallentato, in cui alcune pose sensuali e sofferenti delle sculture di Proteo Hirst vengono incarnate dai due danzatori Marta Zacchigna e Francesco Facca per restituirne tutta la vibrante energia. Una trasfigurazione poetica, dove i movimenti dei danzatori rievocano la tensione emotiva delle sagome scultoree. L’incontro tra danza e scultura si attua allora nella definizione e nella plasticità delle forme e nella loro composizione – e scomposizione – inedita e sorprendente. I corpi dei due performer diventano così lo strumento per restituire respiro alla materia scolpita in un’atmosfera sospesa che ricorda quella del sogno e della contemplazione.
In merito al focus dell’antologica, Massimo Premuda sintetizza così: “L’ampia mostra al Museo Carà intende rileggere la figura e la poetica dell’artista che, proprio fra gli anni Sessanta e Ottanta raggiunse l’apice della sua cifra stilistica. Rude, tormentato, sensuale, vigoroso e sensibile, si è espresso attraverso una vena molto personale e intensa, caratterizzata da un’impetuosa forza del segno e del gesto, concentrando il proprio interesse sul corpo umano, maschile e femminile. Scultore autodidatta, dopo aver frequentato la Scuola Libera di Figura del Museo Revoltella, sotto la guida di Nino Perizi, per perfezionare la pratica del disegno con lo studio del nudo, sviluppa uno stile autonomo e originale che parte da un linguaggio apparentemente impressionista per approdare ad esiti decisamente espressionisti, ed è caratterizzato da estremi ossimori tesi alla risoluzione dell’eterna dicotomia fra corpo e spirito, volontà e istinto. Ricercando un’armonia fra soggetto e materia, linguaggio e tecnica, lirismo vitale e vis tragica ed erotica, naturalismo e tensione all’astrazione, la sua ricerca è contraddistinta da espressionismo, verismo e novecentismo, da Ivan Meštrović ad Arturo Martini, ma anche dalle reminiscenze rodiniane di Ruggero Rovan alla celebrazione del corpo umano dell’esuberante dinamismo della scultura classica greca. Ha indagato a lungo marmo e legno, ma solo nel caldo modellato ha trovato quella morbida plasticità atta ad esprimere al meglio la tragica carnalità del connubio “amore e morte”. Nei bronzetti dunque, talvolta anche con una vena ironica, giocosa e grottesca, emerge una dichiarata fisicità in bilico fra impulso erotico e grandiosità eroica con violenti tagli di luce e bruschi chiaroscuri che ne fanno uno degli scultori muggesani più incisivi e graffianti del Novecento.”
Il tema dominante dell’opera di Hirst è la figura femminile che “sembra incarnare un fantasma sfuggente, quasi una chimera di campaniana memoria. Violenta detonazione anatomica, o erotismo e sensualità dionisiaci? Forse entrambi.” così viene descritto il soggetto principe della sua ricerca, ma Giulio Montenero nel 1979 si spinge oltre evidenziando che: “Più di frequente il corpo femminile – raffigurazione di un tipo fisico e di un carattere assai bene individuati – più di rado il corpo maschile, rispondente ai tratti del primo e concepito in preparazione dell’abbracciamento erotico, sono i temi della statuaria di Hirst. Arte semplice, ma non certo incolta e ingenua… anzi semplice perché tesa verso un’aspirazione di grandiosità eroica che era ed è propria della tradizione classica e tale da incarnare nella compiutezza formale quella complessità contraddittoria dei sentimenti che è un tutt’uno con la vita umana.” e continua affermando che la sua opera “ha del classico (per la fedeltà al reale) e dell’eroico (per l’intenzione epica e spesso tragica di questi volti e di queste figure, in posizioni quasi acrobatiche, in tensioni spasmodiche) anche e soprattutto nella finalità di sublimazione degli istinti alla quale la scultura viene chiamata.”
Infine così lo ricordava il critico Sergio Molesi dalle colonne di Trieste Oggi in occasione della mostra postuma del 1991: “Il realismo di Hirst è solo apparentemente semplice, in quanto vi si trova traccia significativa delle esperienze d’avanguardia che egli ha praticato come in una sorta di tirocinio ed esercizio, mai freddo ed accademico, ma sempre fervidamente partecipe. Il vitalismo prorompente che coglie la drammatica ed arbitraria ricomposizione espressionistica, in cui la memoria futurista diviene, attraverso l’esperienza dell’astrazione, scattante tensione sottesa alla restituzione realistica. Con tali mezzi linearistici, plastici e luministici, Proteo Hirst ci consegna quel prorompente vitalismo orgiastico, di cui oggi abbiamo tanto bisogno a fronte della piattezza e banalità di pensare e sentire, cui ci riduce la nostra civiltà, che tutto (o molto) concede al comfort, ma poco all’autentica gioia di vivere.”
Proteo Hirst (Muggia 1930-Trieste 1985)
Scultore impressionista che nelle sue opere evidenziò, caratterizzandoli fortemente, gli aspetti della figura umana che più attrassero il suo forte senso plastico. Memore della lezione novecentista si mosse tuttavia alla ricerca di un linguaggio personale. Autore di figure e composizioni di notevole equilibrio e di buona fattura tecnica. La sua materia preferita fu la pietra pur avendo operato l’artista anche nel legno e in altri materiali. Giulio Montenero lo definì “erede ideale di Rovan” e ne lodò gli esiti tesi verso la fedeltà al reale e all’eroico “nella finalità di sublimazione degli istinti alla quale la scultura viene chiamata”. Espose in mostre personali e collettive iniziando negli anni ’60 a Trieste e in altre città italiane tra le quali Genova, Ravenna e Rimini, con all’attivo importanti segnalazioni critiche e annotazioni biografiche su libri e dizionari d’arte. Dopo la sua morte tra il 1991 e il 1999 sono state allestite diverse mostre postume che lo hanno fatto ulteriormente conoscere ed apprezzare a Trieste, Roma e Klagenfurt.
da “Dizionario degli artisti di Trieste, dell’Isontino, dell’Istria e della Dalmazia”
di Claudio H. Martelli
La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 11 maggio 2025 con il seguente orario, da giovedì a sabato 10-12 e 17-19, domenica e festivi 10-12.
https://www.museougocara.eu/en/events/proteo-hirst-brama-scultorica

Giovedì 3 aprile alle 17.30 alla Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” presentazione del libro “Ero destinato a qualcos’altro” di Roberto Maestri, introduce Fiorella Benčič, organizzata dall’Associazione degli sloveni del Comune di Muggia (DSMO) “Kiljan Ferluga”!


Lunedì 31 marzo alle 18 alla Sala Conferenze “Gastone Millo” incontro per giovani e genitori “Il cibo, un buon compagno di squadra” intervengono dott.ssa Catrin Simeth, Presidente AMT e Dirigente gastroenterologia ASUGI, dott.ssa Grazia Di Leo, Pediatra e Responsabile Struttura Gastroenterologia e Nutrizione IRCSS Burlo Garofalo, dott.ssa Chiara Zanchi, Pediatra Pronto Soccorso IRCSS Burlo Garofalo e Gastroenterologa Nutrizionista, modera dott.ssa Natascia Giani, MMG e Medico sociale Muggia 1967, organizzato da ASD MUGGIA 1967 in collaborazione con Associazione Medica Triestina (AMT).

Giovedì 27 marzo alle 17 alla Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” presentazione del libro “Le avventure di un super quasi eroe” di Lorenzo G. Wolf, organizzata dalla Pro Loco Muggia APS!

Giovedì 20 marzo alle 17 alla Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” presentazione del libro “Io allatto, una relazione unica e istintiva fin dal primo giorno”, edito da Terre di mezzo editore!

Sabato 15 marzo alle 17 alla Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” presentazione del libro “Cosa vuoi che sia”, saluti di Gianna Birnberg, Assessore alle politiche sociali, giovanili e pari opportunità, interventi di Silvia Polo, curatrice del libro, Daniela Gerin, ginecologa, Raffaella Gobbato, medico di medicina d’urgenza, Tatiana Tomicic, GOAP centro antiviolenza, David Daris, Associazione interpares, Stefania de Castro, Questura di Trieste, Maddalena Miccio, autrice, letture e musica Stefano Furlan e Alessia Franchin!

Sabato 8 marzo alle 17 al Civico Museo Archeologico mostra “Segni Forme Colori”, collettiva di artiste muggesane organizzata dall’UDI Circolo “Ottomarzo”, visitabile fino a domenica 16 marzo da lunedì a sabato 10-12 e 17-19, domenica 10-12.

Venerdì 7 marzo alle 11 alla Sala Conferenze “Gastone Millo” conferenza “Farra Bombizza, chi era e chi è…” di Franco Stener, segue consegna del Premio “Farra Bombizza” a Mirella e Edi Ciacchi, organizzata dall’Università della Terza Età e Fameia Muiesana.

Venerdì 21 febbraio 2025 alle 18 inaugura, presso il Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” di Muggia, la mostra “I fumetti della Nuvola Olga” dell’autrice e illustratrice triestina Nicoletta Costa. In esposizione le tavole di fumetti con le avventure della nuvola Olga che popola un cielo surreale in compagnia della luna Giovanna, della stella Sonia, del sole Pigrone e di tanti altri bizzarri personaggi, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia nella cornice di “C’era una volta a Muggia… #8”, ottava mostra dedicata al mondo dell’infanzia, e nell’ambito del 71° Carnevale Muggesano (27 febbraio – 5 marzo 2025).
In mostra le tavole dei recenti fumetti dedicati alle nuove avventure del personaggio scaturito dalla fantasia di Nicoletta Costa che, ieri come oggi, diverte grandi e piccini, ma anche tanti pupazzi della nuvola Olga e dei suoi amici. Personaggi che si sono animati di recente nella serie TV “Nina&Olga”, una co-produzione Enanimation e Mondo TV Studios in collaborazione con Rai Ragazzi, che è stata trasmessa nel 2021 su Rai Yoyo e in streaming su Rai Play e che, sempre nello stesso anno, ha ricevuto il premio come migliore serie animata a target upper-preschool ai Pulcinella Awards di Cartoons on the Bay.
Sulla genesi di questo curioso personaggio tanto amato dai più piccoli, l’autrice ricorda che: “La storia della nuvola Olga, è stata scritta molto tempo fa, quando frequentavo l’università di architettura a Venezia e le storie, scarabocchiate su un blocco Fabriano, insieme a piccoli disegni a china, servivano esclusivamente a divertire me, che in quel periodo della mia vita ero scontrosa e complicata. Pensavo che da grande avrei fatto l’architetto, ma la mia grande passione, il mio divertimento un po’ segreto, era scrivere e disegnare storie. Così la nuvola Olga, con questo nome da zia, con questa storia della pioggia che scappa, è nata quando di libri per bambini non sapevo nulla. Ai bambini è piaciuta talmente tanto che, dopo tanti anni, io continuo a inventare le sue avventure… e mi diverto ancora moltissimo!”
Nicoletta Costa, ben conosciuta a Muggia anche per la mostra “Il mondo di Nicoletta Costa” del 2016 che ha inaugurato il ciclo di mostre dedicate al mondo dell’infanzia “C’era una volta a Muggia…” al Museo Carà, non ha bisogno di presentazioni, come neanche gli altri personaggi da lei creati, i conosciutissimi Giulio Coniglio e la Strega Teodora, o ancora l’Albero Giovanni e la Maestra Margherita, ma è stimolante ripercorrere la sua fortunata carriera attraverso le sue parole: “Sono nata a Trieste dove vivo e lavoro. Fin da piccola ho amato disegnare e a 12 anni ho illustrato il mio primo libro “Il pesciolino piccolo”, pubblicato nella collana “Lo Zibaldone” curata da Anita Pittoni a Trieste.
Mi sono laureata in Architettura a Venezia e ho iniziato a lavorare come architetto nello studio di mio padre. Il lavoro mi piaceva, ma la mia vera passione era ed è scrivere e illustrare libri per bambini. Così, dopo qualche anno, dopo aver pubblicato i primi libri, ho deciso di seguire la mia ispirazione.
Ho inventato i miei personaggi pensando ai bambini, con i quali ho sempre avuto un bellissimo rapporto, ma soprattutto ho inventato personaggi che facevano sorridere me, prima di tutto. I miei disegni sono sempre solari e ottimisti, mi è difficile esprimere la paura e l’angoscia e i lettori, grandi e piccoli, i bambini, le maestre e i genitori, guardandoli, si sentono spesso rasserenati. In quasi tutte le mie storie compare un gatto, quasi come un “nume tutelare” come giustamente ha scritto Livio Sossi. Mi piace infine cimentarmi nell’interpretazione illustrata dell’Alfabeto con un preciso percorso pedagogico e didattico che rende questi libri, molto utili a scuola.”
Nel corso della sua lunga carriera ho ricevuto premi e riconoscimenti molto importanti, nel 1986 il Premio Catalonia d’Illustraciòn a Barcellona, nel 1988 il Premio Golden Pen a Belgrado, nel 1989 il Premio Andersen “Baia delle favole” per la collana LIBRI TUTTOFARE edita da Coccinella, nel 1998 il Premio Andersen “Baia delle favole” per la collana PER COMINCIARE edita da Emme edizioni, nel 1998 il Premio “Alpi Apuane” con il libro “Martino, un gatto e un violino” scritto da Silvia Camodeca, nel 2002 il Premio Grinzane Junior con il libro “Un anno con Giulio coniglio” edito da Panini, e nel 2010 il Premio Andersen “Baia delle favole” come miglior autore.
La mostra potrà essere visitata a ingresso libero al Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” di Muggia fino a domenica 30 marzo 2025 con i consueti orari di apertura al pubblico, da giovedì a sabato 10-12 e 17-19, domenica e festivi 10-12. Nel corso dell’esposizione verranno organizzati due eventi collaterali per i piccoli visitatori, sabato 1° marzo alle 10.30 “I Supereroi della musica”, spettacolo musicale interattivo con Fabiana Polli e Julian Sgherla, per bambini dai 3 ai 7 anni, a cura dell’Ensemble della Civica Orchestra di fiati “G. Verdi” Città di Trieste (ingresso libero con prenotazione obbligatoria – 351 7431837), e domenica 16 marzo alle 10.30 “Incontriamoci a bassa voce: speciale da Giulio Coniglio alla Nuvola Olga”, per bambini dai 3 anni, a cura di LeggiAmo 0-18 – Nati per Leggere FVG (ingresso libero con prenotazione obbligatoria – 338 3557504). Infine per garantire a tutti i bambini che parteciperanno al 71° Carnevale Muggesano di visitare la mostra, il Museo Carà sarà aperto anche da lunedì 3 a mercoledì 5 marzo dalle 17 alle 19.
https://www.museougocara.eu/en/events/nicoletta-costa-i-fumetti-della-nuvola-olga
